Scheda video ASUS NVIDIA GeForce GTX 690: un pezzo di storia dell'hardware, la leggendaria scheda dual-GPU flagship di NVIDIA basata sull'architettura Kepler (serie GeForce 600). Si tratta di una scheda che combina due GPU su un'unica board (in pratica due GTX 680 in SLI), con 3072 CUDA core complessivi, 4GB di memoria GDDR5 (su bus a 512 bit complessivi) e un raffreddamento attivo a doppio slot. Ai suoi tempi era il top assoluto delle prestazioni. ATTENZIONE: si tratta di un prodotto LEGACY / da collezione, non di una scheda video moderna. Lanciata nel 2012, supporta DirectX 11 (non il DirectX 12 Ultimate, né tecnologie moderne come ray tracing e DLSS) e si basa sulla tecnologia dual-GPU SLI, oggi non più supportata adeguatamente nei giochi recenti. È quindi di interesse principalmente per collezionisti, appassionati di hardware storico, restauri di PC d'epoca o usi specifici legacy. Per un PC gaming attuale, anche una moderna scheda entry-level offre funzionalità e suprto driver superiori. Da sapere: consumi elevati (300W), richiede alimentatore da 650W e 2 connettori PCIe 8-pin. EAN 0886227216543, codice 90-C3CHL0-T0UAY0YZ.
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La ASUS GeForce GTX 690 è la storica scheda dual-GPU flagship del 2012: due GPU Kepler su una board, 3072 CUDA core, 4GB GDDR5. Un pezzo da collezione e da appassionati di hardware d'epoca, non una scheda moderna.
La ASUS GeForce GTX 690 è un pezzo di storia dell'hardware: la leggendaria scheda dual-GPU flagship di NVIDIA, basata sull'architettura Kepler (serie GeForce 600). Combina due GPU su un'unica board (in pratica due GTX 680 in SLI), con 3072 CUDA core complessivi, 4GB di memoria GDDR5 (su bus a 512 bit complessivi) e un raffreddamento attivo a doppio slot. Ai suoi tempi era il top assoluto delle prestazioni. ATTENZIONE: è un prodotto LEGACY / da collezione, non una scheda moderna. Lanciata nel 2012, supporta DirectX 11 (non il DX12 Ultimate, né ray tracing o DLSS) e si basa sul dual-GPU SLI, oggi non più supportato adeguatamente nei giochi recenti. È di interesse per collezionisti, appassionati di hardware storico, restauri di PC d'epoca o usi specifici legacy. Da sapere: consumi elevati (300W), richiede alimentatore da 650W e 2 connettori PCIe 8-pin.
Due processori grafici in SLI su una sola scheda: 3072 CUDA core totali.
Flagship d'epoca dell'architettura Kepler: un'icona per i collezionisti.
Supporta DirectX 11 e OpenGL 4.2: tecnologie dell'epoca, non moderne.
È fondamentale capire la natura di questa scheda: è un prodotto legacy del 2012, non una soluzione per il gaming attuale. La tecnologia dual-GPU SLI su cui si basa è stata abbandonata e non è più supportata nei giochi moderni (dove spesso lavorerebbe una sola delle due GPU, o nessuna). Supporta solo DirectX 11, quindi i giochi più recenti che richiedono DirectX 12 potrebbero non funzionare. Va considerata un oggetto da collezione o per usi specifici, non un acquisto per giocare oggi.
Per i suoi tempi, la GTX 690 era una scheda dalla costruzione premium: telaio in metallo, raffreddamento curato a doppio slot e prestazioni di vertice. Le uscite video sono quelle dell'epoca: 3 DVI (2× DVI-I + 1× DVI-D Dual Link) e una Mini DisplayPort, con un adattatore DVI-I → HDMI incluso, per pilotare fino a 4 display. Supporta PhysX, 3D Vision e HDCP.
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No, è sconsigliata per giocare ai titoli moderni, ed è giusto dirlo con chiarezza. La GeForce GTX 690 è una scheda del 2012, e nonostante ai suoi tempi fosse il top assoluto, oggi presenta limiti importanti per il gaming attuale. Il primo problema è la tecnologia dual-GPU/SLI su cui si basa: per ottenere le sue prestazioni di punta, la scheda deve far lavorare insieme le sue due GPU tramite l'SLI, ma questa tecnologia è stata abbandonata dall'industria e non è più supportata dai giochi e dai driver recenti; questo significa che nei titoli moderni, nel migliore dei casi, lavorerebbe come una singola GPU GTX 680 (perdendo metà del suo potenziale), e in molti casi potrebbe dare problemi di compatibilità. Il secondo limite è il supporto alle API: la GTX 690 si ferma a DirectX 11, mentre un numero crescente di giochi moderni richiede DirectX 12, quindi diversi titoli recenti semplicemente non partirebbero. Inoltre, mancano tutte le tecnologie moderne (ray tracing, DLSS) e l'efficienza energetica è scarsa rispetto agli standard attuali (consuma 300W). In sintesi: per giocare oggi, anche una moderna scheda video di fascia entry-level la supererebbe in prestazioni, compatibilità e consumi. La GTX 690 ha senso solo per chi la cerca come pezzo da collezione, per un PC d'epoca o per usi molto specifici legacy. Se il tuo obiettivo è giocare ai titoli attuali, ti sconsigliamo questa scheda e ti suggeriamo di orientarti su una GPU moderna.
Una scheda video dual-GPU è una scheda che monta due processori grafici (GPU) su un'unica board, anziché uno solo come nella stragrande maggioranza delle schede. La GeForce GTX 690 è uno degli esempi più celebri: integra due GPU (basate sulla GTX 680) collegate tra loro in configurazione SLI direttamente sulla scheda, per offrire, in teoria, prestazioni quasi doppie rispetto a una scheda a singola GPU. Era un approccio usato in passato per creare le schede video più potenti in assoluto, destinate agli entusiasti che volevano il massimo. Il funzionamento si basa sulla tecnologia SLI (Scalable Link Interface) di NVIDIA: le due GPU si dividono il lavoro di rendering per aumentare le prestazioni. Tuttavia, questo approccio presentava degli svantaggi che ne hanno decretato l'abbandono: richiedeva un supporto esplicito da parte dei singoli giochi (profili SLI), che non sempre era presente o ben ottimizzato; poteva causare problemi come il "microstuttering" (micro-scatti); aveva consumi e produzione di calore molto elevati; ed era complesso da gestire. Per questi motivi, l'industria (sia NVIDIA sia gli sviluppatori di giochi) ha progressivamente abbandonato il multi-GPU per il gaming, che oggi non è più supportato. Le schede dual-GPU come la GTX 690 sono quindi un capitolo storico e affascinante dell'hardware, ma una tecnologia superata: oggi le prestazioni si ottengono da singole GPU sempre più potenti. Questo è uno dei motivi per cui la GTX 690 è un pezzo da collezione più che una scheda utilizzabile per il gaming moderno.
La GeForce GTX 690 ha senso oggi per alcune categorie specifiche di acquirenti, che ne apprezzano il valore storico o ne hanno un'esigenza particolare, conoscendone i limiti. La prima e principale è quella dei collezionisti di hardware: la GTX 690 è una scheda iconica, considerata uno dei flagship dual-GPU più belli e prestigiosi mai prodotti, con una costruzione premium (telaio in metallo, design curato); per un appassionato della storia dell'hardware o un collezionista, possederla, magari nuova e sigillata, ha un valore in sé, indipendentemente dall'uso pratico. La seconda categoria è quella di chi restaura o assembla PC d'epoca: chi vuole ricostruire un sistema fedele all'hardware del 2012-2013 (per nostalgia, per collezione o per far girare software e giochi di quell'epoca nelle condizioni originali) può desiderare proprio questa scheda. La terza è quella di chi ha un'esigenza tecnica specifica e legacy: ad esempio sostituire una GTX 690 guasta in un sistema datato ancora in uso per un'applicazione particolare, o usi che richiedono compatibilità con software vecchi. Per tutti gli altri, ovvero per chi vuole semplicemente una scheda video per il proprio PC, questa scheda non è la scelta giusta, e una moderna GPU (anche economica) offre prestazioni, funzionalità e consumi nettamente migliori. In sintesi: acquistala se sei un collezionista, un appassionato di retro-hardware o hai un'esigenza legacy specifica e ne conosci la natura; evitala se cerchi una scheda per un uso normale e attuale.
La GeForce GTX 690, essendo una scheda dual-GPU di fascia altissima per l'epoca, ha requisiti di alimentazione importanti. NVIDIA/ASUS consigliano un alimentatore con potenza di almeno 650W, e la scheda ha un consumo dichiarato di 300W (un valore molto elevato, soprattutto se rapportato alle prestazioni che offre per gli standard odierni). Richiede inoltre 2 connettori di alimentazione PCIe a 8 pin, che devono essere disponibili sull'alimentatore. Per quanto riguarda l'installazione, è una scheda in formato full-height/full-length che occupa 2 slot, con raffreddamento attivo: serve quindi spazio adeguato nel case. Le uscite video sono quelle dell'epoca: 2 porte DVI-I, 1 porta DVI-D (Dual Link) e 1 Mini DisplayPort, con un adattatore da DVI-I a HDMI incluso nella confezione; queste connessioni potrebbero richiedere adattatori per essere collegate ai monitor moderni (che usano prevalentemente HDMI e DisplayPort). Va inoltre considerato che una scheda di questo tipo richiede, per funzionare al meglio nel suo contesto originale, una piattaforma (scheda madre, processore) e dei driver compatibili dell'epoca. In sintesi: metti in conto un alimentatore robusto (almeno 650W con 2 connettori 8-pin), spazio nel case e possibili adattatori per le uscite video. Sono requisiti che, uniti agli alti consumi e ai limiti prestazionali odierni, confermano come questa scheda sia adatta a contesti collezionistici o legacy più che a un PC moderno efficiente.
È una domanda interessante che riguarda il funzionamento delle schede dual-GPU. La GeForce GTX 690 ha complessivamente 4GB di memoria GDDR5, ma è importante capire come questa memoria viene utilizzata, data la sua natura dual-GPU. La scheda ha due GPU, e ciascuna delle due GPU dispone di 2GB di memoria dedicata (per un totale di 4GB sulla scheda). Nel funzionamento in SLI, però, la memoria non si "somma": a causa del modo in cui lavora il multi-GPU, ogni GPU deve mantenere una copia degli stessi dati (texture, ecc.) nella propria memoria. Questo significa che la memoria effettivamente disponibile per il rendering è quella di una singola GPU, ovvero 2GB, e non i 4GB totali. È una caratteristica tecnica comune a tutte le configurazioni multi-GPU (SLI/CrossFire) dell'epoca, ed è uno dei limiti di questo approccio: nonostante i 4GB "sulla carta", in pratica per i giochi la memoria utile era quella di una GPU. Ai tempi della GTX 690 (2012), 2GB di VRAM effettivi erano una buona dotazione; oggi, però, sono pochi per i giochi moderni, che richiedono spesso 6, 8 o più GB di memoria video, e questo è un ulteriore motivo per cui la scheda non è adatta al gaming attuale. Per il suo valore collezionistico e per l'uso in contesti d'epoca, comunque, la dotazione di memoria è coerente con la sua natura di prodotto storico. Questo dettaglio illustra bene perché le schede dual-GPU, pur impressionanti sulla carta, avessero limiti pratici che ne hanno determinato il superamento.
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