Scheda madre GIGABYTE TRX50 AERO D su chipset AMD TRX50 e Socket sTR5: 4 slot DDR5 in quad-channel con supporto ECC fino a 7800 MHz (OC), 4 slot M.2 e 8 SATA III, 3 slot PCIe x16 (di cui 2 Gen 5), Wi-Fi 7 con Bluetooth 5.3 e 10 Gigabit Ethernet. Formato ATX esteso, chip audio Realtek ALC4080: è una piattaforma da workstation per Ryzen Threadripper, non una scheda da PC gaming mainstream.
Stiamo tracciando il prezzo di questo prodotto. Il prezzo per Scheda madre GIGABYTE TRX50 AERO D Scheda madre - Supporta AMD Ryzen Threadripper 9000 Series CPUs di Gigabyte venduto e spedito da Amazon è in diminuzione rispetto al rilevamento precedente.
La TRX50 AERO D è la scheda madre che si mette sotto un Ryzen Threadripper: quad-channel DDR5 con ECC, quattro M.2, tre slot x16 e una dorsale di rete da 10 Gigabit. Se il tuo lavoro è rendering, simulazione o compilazione, il collo di bottiglia qui non sarà la scheda madre.
Il Socket sTR5 abbinato al chipset AMD TRX50 è la base delle CPU AMD Ryzen Threadripper di ultima generazione, quelle con decine di core pensate per rendering, simulazione, compilazione e workstation professionali. L'alimentazione è affidata a un VRM digitale a 16+8+4 fasi (dato dichiarato dal produttore nel titolo), il monitoraggio integrato tiene sotto controllo ventole, temperature, tensioni e impianti a liquido, e i connettori includono ATX 24-pin, EPS 8-pin e 10 header per le ventole del case. Attenzione: qui non si monta una CPU AM5 o LGA1700 — è una piattaforma a sé.
Quattro slot DIMM che lavorano su quattro canali: il doppio della banda di memoria di una piattaforma dual-channel desktop.
Frequenza di picco supportata in overclock. I profili vanno abilitati nel BIOS: fuori dal BIOS la RAM parte alla velocità base JEDEC.
Quattro slot M.2 (secondo il produttore 3 in PCIe 5.0 e 1 in PCIe 4.0) più 8 porte SATA III, con RAID 0, 1 e 10.
Sul pannello posteriore ci sono 2 porte Ethernet RJ-45, con interfaccia dichiarata 10 Gigabit Ethernet: trasferimenti verso un NAS o uno storage di rete a un ordine di grandezza sopra la classica gigabit. In wireless c'è il Wi-Fi 7 (802.11be), retrocompatibile con Wi-Fi 6/6E, 5 e 4, più Bluetooth 5.3. Ricorda però che il 10GbE rende davvero solo se anche switch, cavi e destinazione sono a 10 Gigabit, e il Wi-Fi 7 dà il massimo solo con un router Wi-Fi 7.
Primo: il formato è ATX esteso (305 × 264 mm) — serve un case che dichiari il supporto E-ATX, non basta un mid-tower ATX qualsiasi. Secondo: i Threadripper non hanno grafica integrata, quindi una scheda video dedicata è obbligatoria per avere immagine. Terzo: la scheda tecnica della fonte riporta come processori compatibili la vecchia serie Threadripper 1000, ma quella usava un socket differente: con Socket sTR5 e chipset TRX50 le CPU compatibili sono i Ryzen Threadripper di generazione sTR5 (il titolo del produttore cita la serie 9000). Verifica sempre la lista CPU ufficiale e la versione BIOS.
Tutto quello che serve sapere su questa scheda madre HEDT prima di costruirci sopra una workstation. Una lettura di circa 3 minuti.
La GIGABYTE TRX50 AERO D è una scheda madre ATX esteso su Socket sTR5 e chipset AMD TRX50: la base su cui si montano le CPU AMD Ryzen Threadripper. Quattro slot DDR5 in quad-channel con supporto ECC, quattro slot M.2, otto SATA III, tre slot PCIe x16 (due Gen 5, uno Gen 4), Wi-Fi 7, Bluetooth 5.3 e 10 Gigabit Ethernet. Non è una scheda da PC gaming: è una piattaforma da lavoro.
"Una scheda madre così non si sceglie per i frame al secondo. Si sceglie quando hai bisogno di core, di banda di memoria e di linee PCIe — tutte insieme, e senza compromessi."
Il Socket sTR5 e il chipset AMD TRX50 definiscono la classe di questa scheda: HEDT / workstation, non desktop mainstream. Ospita un solo processore (SMP massimo 1) ed è alimentata da un VRM digitale a 16+8+4 fasi dichiarato dal produttore, dimensionato per CPU con consumi molto sopra la media desktop. Il connettore ATX 24-pin è affiancato da un EPS 8-pin, e il monitoraggio integrato copre ventole, temperatura, tensioni e impianti a liquido, con 10 header per le ventole dello chassis e un header LED RGB. Il BIOS è UEFI AMI con memoria da 256 Mbit, con tasto e jumper di azzeramento CMOS: comodo quando spingi la memoria e devi ripartire da zero.
Qui sta uno dei motivi per cui si compra una piattaforma del genere. I 4 slot DIMM lavorano in quad-channel: rispetto a un dual-channel desktop, la banda verso la CPU raddoppia — decisivo quando hai decine di core che chiedono dati contemporaneamente. Il supporto ECC permette la correzione degli errori di memoria, una garanzia importante su rendering lunghi, simulazioni e calcolo scientifico (attenzione: è ECC vera, cosa diversa dall'on-die ECC che trovi su qualsiasi DDR5). Le velocità supportate arrivano fino a 7800 MHz in overclock, ma il profilo va abilitato nel BIOS: se non lo fai, la RAM lavora alla frequenza base. Sulla capacità serve chiarezza: la fonte dichiara un massimo di 1 TB, mentre l'elenco delle capacità per singolo modulo si ferma a 128 GB — con 4 slot il conto torna solo usando moduli da 256 GB, tipicamente RDIMM Registered da workstation. Prima di puntare al massimo assoluto, controlla la lista di memorie certificate del produttore.
La dotazione è generosa: 4 slot M.2 (secondo il titolo del produttore, 3 in PCIe 5.0 e 1 in PCIe 4.0) e 8 porte SATA III, fino a 12 dispositivi di archiviazione gestiti, con RAID 0, 1 e 10. Ordine di grandezza pratico: un SATA si ferma intorno ai 550 MB/s, un NVMe Gen 4 può superare i 7.000 MB/s e il Gen 5 va oltre — quindi tieni i dischi di lavoro sugli M.2 e usa i SATA per archivio. Sul fronte espansioni ci sono 3 slot PCIe x16: 2 in Gen 5 e 1 in Gen 4. È lo spazio che serve per due schede video, o per una GPU più schede di acquisizione, HBA, storage o rete.
Il pannello posteriore porta 2 porte Ethernet RJ-45 con interfaccia dichiarata 10 Gigabit Ethernet, 4 USB 3.2 Gen 1 Type-A, 4 USB 3.2 Gen 2 Type-A, 2 USB 3.2 Gen 2 Type-C (il produttore dichiara nel titolo anche il supporto USB4), 1 DisplayPort e 2 uscite cuffie. Internamente trovi header per 2 USB 2.0, 1 USB 3.2 Gen 1 e 1 USB 3.2 Gen 2x2. Il wireless è Wi-Fi 7 (802.11be), retrocompatibile con Wi-Fi 6/6E, 5, 4 e gli standard precedenti, con Bluetooth 5.3. L'audio è affidato al codec Realtek ALC4080 in configurazione 2.0 canali: buono per l'uso quotidiano, ma se lavori con l'audio in modo serio una scheda dedicata resta un'altra categoria.
Tre cose da mettere in chiaro. Uno: il formato ATX esteso (305 × 264 mm) richiede un case compatibile E-ATX — misura sempre lo spazio interno, soprattutto sul lato dei cavi. Due: le CPU Threadripper non hanno grafica integrata, quindi la scheda video dedicata è obbligatoria: il connettore DisplayPort sul pannello non sostituisce una GPU. Tre: la scheda tecnica della fonte indica come processori compatibili la serie Threadripper 1000, ma quella generazione usava un socket diverso e non è montabile qui; con Socket sTR5 e chipset TRX50 le CPU compatibili sono i Threadripper della generazione sTR5 (il titolo del produttore cita la serie 9000). Prima dell'acquisto verifica la lista CPU ufficiale e la versione BIOS necessaria. Aggiungiamo che le dimensioni dell'imballo (345 × 294 × 80 mm, 3,04 kg) non sono le dimensioni della scheda.
Sì, comprerei la GIGABYTE TRX50 AERO D se: sto costruendo una workstation Threadripper per rendering, simulazione, compilazione, montaggio video o calcolo; mi serve DDR5 quad-channel con ECC e tanta banda di memoria; devo montare più schede PCIe (GPU, HBA, acquisizione) e diversi SSD NVMe; sfrutto davvero il 10 Gigabit Ethernet verso un NAS o uno storage di rete; ho un case E-ATX e un alimentatore adeguato.
No, cercherei altro se: voglio solo un PC da gaming — per quello una piattaforma AM5 o LGA1851/1700 costa molto meno e nei giochi rende uguale o meglio; non ho una CPU Threadripper sTR5 (nessun altro processore entra in questo socket); il mio case non supporta l'ATX esteso; non ho intenzione di usare una scheda video dedicata (qui è indispensabile); non ho una rete a 10 Gigabit e non mi servono ECC né quad-channel.
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La scheda madre GIGABYTE TRX50 AERO D usa il Socket sTR5 con chipset AMD TRX50: accetta quindi le CPU AMD Ryzen Threadripper progettate per questo socket, e il titolo del produttore cita la serie 9000. Nessuna CPU AM5, AM4 o Intel entra in questo socket. Attenzione a un dato della scheda tecnica della fonte, che indica la serie Threadripper 1000: quella generazione usava un socket differente e non è montabile qui. Prima dell'acquisto verifica sempre la lista CPU ufficiale del produttore e la versione BIOS richiesta dal modello che vuoi montare.
Sì, è obbligatoria. Le CPU Ryzen Threadripper non hanno grafica integrata, quindi senza una scheda video installata in uno degli slot PCIe x16 non avrai immagine a monitor. Il connettore DisplayPort presente sul pannello posteriore non sostituisce una GPU dedicata. Metti in conto la scheda video nel budget e nello spazio del case.
Servono moduli DDR5 DIMM e, per sfruttare il quad-channel, vanno popolati i 4 slot con un kit da quattro moduli identici. La scheda supporta la memoria ECC, che corregge gli errori a runtime: utile su rendering e calcoli lunghi (è cosa diversa dall'on-die ECC presente su tutte le DDR5). La frequenza di 7800 MHz è un valore in overclock: si ottiene solo abilitando il profilo di memoria nel BIOS, altrimenti i moduli partono alla velocità base standard. Per le capacità più alte controlla la lista memorie certificate del produttore.
Ci sono 4 slot M.2 per SSD NVMe (il produttore dichiara 3 slot PCIe 5.0 e 1 slot PCIe 4.0) e 8 porte SATA III, con RAID 0, 1 e 10 supportati. In pratica: tieni sistema operativo e progetti attivi sugli NVMe, dove la banda è nell'ordine delle migliaia di MB/s, e usa le porte SATA (limite pratico intorno ai 550 MB/s) per i dischi di archivio.
Non necessariamente. Il formato è ATX esteso (E-ATX), con dimensioni di 305 × 264 mm: serve un case che dichiari esplicitamente il supporto E-ATX. Molti mid-tower ATX standard sono più stretti e finiscono per coprire il passaggio dei cavi lungo il bordo destro, quando riescono a ospitarla. Controlla le specifiche del case prima dell'acquisto. Le misure dell'imballo (345 × 294 × 80 mm) non sono le dimensioni della scheda.
Dipende dalla tua rete. Il 10 Gigabit Ethernet dà un vantaggio reale solo se anche switch, cavi e destinazione (per esempio un NAS) lavorano a 10 Gigabit: su una rete gigabit tradizionale la velocità resta quella del componente più lento. Lo stesso vale per il Wi-Fi 7, che esprime il massimo solo con un router Wi-Fi 7, pur restando retrocompatibile con Wi-Fi 6, 5 e 4. Se lavori in locale e non muovi grandi volumi di dati in rete, sono voci che pesano poco nella tua scelta.
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