Ultrawide Philips Serie 6000 da 44,5" con risoluzione Dual QHD 5120x1440 (formato 32:9), pannello VA curvo 1500R, refresh 75 Hz e HDR DisplayHDR 400. È soprattutto un monitor da produttività e docking: un solo cavo USB-C carica il notebook fino a 100 W, con KVM integrato, hub USB 3.2 e porta Ethernet Gigabit. Pensato per chi vuole sostituire due monitor con un unico schermo panoramico. Codice prodotto 45B1U6900C/00, EAN 8712581797454.
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Il Philips 45B1U6900C è un ultrawide 32:9 da 44,5": in orizzontale ti dà lo stesso spazio di due monitor 27" QHD affiancati, ma senza cornice al centro. E grazie all'USB-C da 100 W, al KVM e alla porta di rete integrata diventa la docking station della tua scrivania.
Colleghi il notebook con un unico cavo USB-C: il monitor mostra l'immagine (DisplayPort Alt Mode), ricarica il portatile fino a 100 W e allo stesso tempo ti dà accesso a tutte le periferiche. C'è un hub USB 3.2 Gen 1 con 4 porte USB-A e 1 USB-C a valle, una porta Ethernet Gigabit (10/100/1000 Mbit/s, con Wake-on-LAN) e un KVM integrato per gestire due sorgenti con una sola tastiera e mouse. Uscite video HDMI 2.0 e DisplayPort 1.4 completano il quadro.
L'USB-C alimenta e ricarica il portatile fino a 100 W: niente alimentatore separato sulla scrivania.
75 Hz con VESA Adaptive Sync: un pelo sopra i classici 60 Hz da ufficio, con tearing ridotto nel range supportato.
Il pannello VA offre un contrasto nativo 3000:1, con neri più profondi rispetto a un tipico IPS.
La risoluzione 5120x1440 equivale in larghezza a due schermi 27" 2560x1440 affiancati, ma su un pannello continuo e leggermente curvo (1500R). Con Picture-in-Picture e Picture-by-Picture puoi affiancare due sorgenti diverse sullo stesso monitor. La densità è di circa 120 PPI, la stessa nitidezza di un 27" QHD: testo pulito e tanto spazio per finestre e timeline.
È un monitor nato per produttività e multitasking, non per l'esports competitivo: i 75 Hz vanno benissimo per lavoro, film e giochi single-player/simulazione, ma chi cerca alti frame rate competitivi guarderà altrove. L'HDR è DisplayHDR 400, cioè un HDR d'ingresso (nessun local dimming vero). Il pannello VA ha ottimo contrasto ma angoli di visione e uniformità inferiori a un IPS. Infine il formato 32:9 va supportato dal gioco: alcuni titoli non lo gestiscono e mostrano bande laterali.
Tutto quello che serve sapere su questo ultrawide 32:9 prima di comprarlo. Lettura di circa 3 minuti.
Il Philips Serie 6000 45B1U6900C/00 è un monitor ultrawide da 44,5" con risoluzione Dual QHD 5120x1440 in formato 32:9, pannello VA curvo 1500R, refresh a 75 Hz e certificazione DisplayHDR 400. Sulla carta è un display panoramico; nella pratica è soprattutto un hub da scrivania: USB-C con ricarica a 100 W, KVM integrato, hub USB 3.2 e porta di rete Gigabit.
"Non è un monitor per fare frag a 240 Hz: è quello che libera la scrivania da due schermi, un dock e un groviglio di cavi, lasciandone uno solo."
Il cuore è il pannello da 44,5" con 5120x1440 pixel in 32:9: la stessa larghezza utile di due monitor 27" QHD messi fianco a fianco, ma senza la cornice centrale. La densità è di circa 120 PPI, identica a quella di un 27" 2560x1440, quindi il testo resta nitido. La curvatura 1500R è piuttosto accentuata e aiuta a mantenere gli angoli dello schermo alla stessa distanza dagli occhi. Funzioni come Picture-in-Picture e Picture-by-Picture permettono di visualizzare due sorgenti affiancate.
Qui il 45B1U6900C fa la differenza rispetto a un semplice monitor. La porta USB-C gestisce video (DisplayPort Alt Mode), dati e ricarica fino a 100 W per il notebook, tutto con un solo cavo. C'è un hub USB 3.2 Gen 1 con 4 porte USB-A e 1 USB-C a valle, un KVM integrato per controllare due computer con una sola tastiera e mouse, e — cosa non scontata su un monitor — una porta Ethernet Gigabit (10/100/1000 Mbit/s) con Wake-on-LAN. Come sui display-dock, la LAN e l'hub lavorano quando il monitor è collegato al PC via USB-C o USB-B upstream. Ingressi video: HDMI 2.0 e DisplayPort 1.4 (con supporto HBR3 e HDCP 2.2).
Il pannello VA garantisce un contrasto nativo 3000:1 e neri più profondi rispetto a un IPS, con luminosità tipica di 450 cd/m². La copertura colore dichiarata è ampia (sRGB 123%) con Delta E 2 e SmartUniformity 93–105%: buoni numeri per lavoro fotografico leggero e contenuti a colori. Onesti sui limiti: il VA ha angoli di visione e uniformità inferiori all'IPS e può mostrare qualche scia nelle scene scure in movimento; la profondità colore è 8 bit e l'HDR è DisplayHDR 400, quindi un HDR di base senza local dimming reale. Non aspettarti l'impatto di un mini-LED HDR vero.
Su un sito gaming va detto chiaro: questo è un ultrawide da produttività, non un pannello esports. I 75 Hz con Adaptive Sync sono fluidi per il desktop e per i giochi single-player, di ruolo, gestionali, di guida o simulazione, dove il 32:9 regala un colpo d'occhio immersivo notevole. Per gli sparatutto competitivi, però, chi vuole 144 Hz o più e tempi di risposta bassissimi troverà pannelli più adatti. Ricorda anche che non tutti i giochi supportano il 32:9: alcuni titoli mostrano bande nere ai lati o un campo visivo limitato.
Sì, comprerei il Philips 45B1U6900C se: voglio sostituire due monitor con un unico schermo panoramico e pulito; lavoro in multitasking con tante finestre, fogli, timeline o codice; uso un notebook e voglio la docking a un cavo USB-C con ricarica 100 W, KVM e rete Gigabit; gioco soprattutto a titoli single-player/simulazione e apprezzo l'immersività del 32:9 con il buon contrasto del VA.
No, cercherei altro se: gioco a sparatutto competitivi e mi servono alti refresh (144 Hz+) e risposta ai vertici; voglio un HDR vero con local dimming o un pannello per color grading professionale a 10 bit; ho poco spazio in profondità sulla scrivania (è largo 108,5 cm) o il mio caso d'uso richiede angoli di visione ampi tipici dell'IPS.
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Per il gioco immersivo sì, per l'esports competitivo meno. È un monitor da produttività: i 75 Hz con Adaptive Sync sono fluidi per il desktop e ottimi con titoli single-player, di ruolo, gestionali, di guida e simulazione, dove il formato 32:9 e il contrasto del VA rendono molto bene. Chi gioca a sparatutto competitivi e vuole 144 Hz o più troverà invece pannelli più adatti. Da ricordare: non tutti i giochi supportano il 32:9 e alcuni mostrano bande nere ai lati.
Con un unico cavo USB-C il monitor riceve il video (tramite DisplayPort Alt Mode), trasmette i dati dell'hub USB e della rete, e allo stesso tempo ricarica il notebook fino a 100 W. Serve però un portatile con porta USB-C che supporti l'uscita video DisplayPort Alt Mode: in quel caso colleghi tutto — schermo, periferiche, Ethernet e alimentazione — con un solo cavo.
Il KVM (Keyboard-Video-Mouse) integrato ti permette di collegare due computer allo stesso monitor e controllarli con una sola tastiera e un solo mouse, passando dall'uno all'altro dal menu del monitor. È comodo, ad esempio, per gestire il portatile di lavoro e il PC fisso senza duplicare periferiche sulla scrivania.
Sì, integra una porta Ethernet Gigabit (10/100/1000 Mbit/s) con Wake-on-LAN. Come sui monitor-dock, funziona quando colleghi il computer via USB-C (o USB-B) upstream: così anche un notebook privo di porta RJ45 ottiene una connessione cablata stabile, senza adattatori esterni.
Il 32:9 è ancora più largo: con i suoi 5120x1440 equivale in larghezza a due monitor 27" QHD affiancati, mentre un tipico ultrawide 21:9 (ad esempio 3440x1440) offre circa un terzo di spazio orizzontale in meno. Il 32:9 è ideale per il multitasking spinto e per l'immersività, ma occupa più profondità sulla scrivania ed è più esigente per la GPU nei giochi che lo supportano.
Sì. Il supporto incluso regola l'altezza fino a 15 cm, l'inclinazione (-5°/+15°) e la rotazione laterale (-45°/+45°). In alternativa puoi usare l'attacco VESA 100 x 100 mm per montarlo su un braccio o su una staffa a parete: verifica solo che il supporto regga il peso del monitor senza stand (circa 9,75 kg) e la sua larghezza di 108,5 cm.
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