Monitor Philips Serie 5000 27E1N5500LA da 27", risoluzione QHD 2560×1440 (~109 PPI), pannello VA con contrasto 4000:1, refresh a 75 Hz con VESA Adaptive-Sync, altoparlanti integrati (6 W) e stand regolabile in altezza. Un tuttofare per lavoro, studio e gaming rilassato. Da sapere: 75 Hz (non è un pannello high-refresh) e niente HDR. Codice 27E1N5500LA/00, EAN 8712581795085.
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La 27E1N5500LA mette insieme risoluzione QHD, un pannello VA da 4000:1 di contrasto e i 75 Hz con Adaptive-Sync. Non è un monitor esports, ma come schermo tuttofare per scrivania fa il suo mestiere con onestà.
La risoluzione QHD 2560×1440 su un pannello da 27" significa circa 109 pixel per pollice: testo più definito e molta più area di lavoro rispetto a un Full HD della stessa diagonale. Il pannello VA aggiunge il suo asso: un contrasto nativo di 4000:1 (contro il tipico 1000:1 degli IPS), per neri profondi e un'immagine incisa che rende bene con film e giochi dai toni scuri. Luminosità di 300 cd/m², superficie antiriflesso e angoli di visione dichiarati a 178°.
I 75 Hz danno un movimento leggermente più morbido del classico 60 Hz. Con Adaptive-Sync riduci tearing e micro-scatti nel range 48–75 Hz.
Il pannello VA offre neri più profondi e un contrasto quattro volte superiore a un IPS tipico: film e scene scure ne guadagnano parecchio.
QHD su 27" porta la densità a ~109 PPI: interfaccia e testo più fini, senza bisogno di scalare come su un 4K piccolo.
Lo stand regola l'altezza (fino a 13 cm), l'inclinazione (-5° / +20°) e la rotazione laterale (swivel -90° / +90°), con attacco VESA 100×100 per braccio o parete. Lato ingressi trovi 2× HDMI 1.4 e 1× DisplayPort 1.2, più due altoparlanti da 6 W totali e uscita audio: colleghi PC, console o notebook e hai subito anche il sonoro.
Onesti: i 75 Hz sono un passo avanti sul 60 Hz ma non fanno di questo un monitor da competitivo (per quello servono 144 Hz o più). Non c'è HDR e il pannello è a 8 bit (16,7 milioni di colori). Il VA ha contrasto ottimo ma, come tutti i VA, può mostrare un leggero smearing sui movimenti scuri veloci e una resa cromatica meno uniforme fuori asse rispetto a un IPS. Adaptive-Sync sì, ma senza certificazione ufficiale FreeSync o G-Sync.
Tutto quello che serve sapere su questo 27" QHD prima di metterlo sulla scrivania. Una lettura di circa 3 minuti.
Il Philips 27E1N5500LA (Serie 5000, codice 27E1N5500LA/00) è un monitor da 27" con risoluzione QHD 2560×1440 costruito attorno a un pannello VA: la scelta di chi vuole tanto spazio a schermo, testo nitido e soprattutto un contrasto elevato, senza spendere per un pannello ad alte frequenze o con HDR. È pensato per la scrivania di tutti i giorni, più che per il gaming competitivo.
"Un VA da 27 pollici QHD non insegue i frame al secondo: punta sui neri profondi, sulla nitidezza e su un'immagine incisa. I 75 Hz sono un extra gradito, non la ragione per cui lo compri."
Su una diagonale di 27", la risoluzione QHD 2560×1440 lavora a circa 109 PPI: un buon compromesso tra spazio di lavoro e nitidezza, senza costringerti a scalare l'interfaccia come capita spesso su un 4K di questa misura. Il pannello è VA, con contrasto nativo 4000:1 (dinamico "Mega Infinity DCR"): rispetto al tipico 1000:1 di un IPS, i neri sono molto più profondi e l'immagine più tridimensionale, un vantaggio evidente con film e giochi dai toni scuri. Luminosità di 300 cd/m², superficie antiriflesso, angoli di visione dichiarati 178°/178° e 16,7 milioni di colori (8 bit). La copertura sRGB dichiarata è ampia (~118% tipica): più che sufficiente per lavoro d'ufficio, web e multimedia.
Il refresh massimo è di 75 Hz: un gradino sopra il classico 60 Hz, con un movimento un po' più morbido nel desktop e nei giochi non frenetici. Il monitor supporta VESA Adaptive-Sync nel range 48–75 Hz, che sincronizza il refresh con i frame della scheda video per ridurre tearing e micro-stuttering. Onesti su due punti: primo, 75 Hz non fanno di questo un monitor da gaming competitivo — per shooter e titoli veloci servono pannelli da 144 Hz in su; secondo, la scheda tecnica riporta VESA Adaptive-Sync ma non le certificazioni ufficiali AMD FreeSync o NVIDIA G-Sync Compatible, quindi la sincronizzazione va verificata con la propria GPU. Il tempo di risposta dichiarato è 4 ms (con 1 ms MPRT tramite riduzione della persistenza).
Gli ingressi video sono 2× HDMI 1.4 e 1× DisplayPort 1.2: entrambe le interfacce gestiscono senza problemi il QHD a 75 Hz. La coppia di HDMI è comoda per tenere collegati insieme PC e console (o notebook). Ci sono due altoparlanti integrati da 6 W totali e un'uscita audio: pratici per il quotidiano, anche se non sostituiscono delle casse dedicate. Sul fronte ergonomia lo stand è più completo della media economica: regola l'altezza (13 cm), l'inclinazione (-5° / +20°) e la rotazione laterale (swivel -90° / +90°), con attacco VESA 100×100 mm e slot di sicurezza Kensington. Non è invece indicata la rotazione in verticale (pivot / modalità ritratto).
Per le lunghe sessioni ci sono le tecnologie Flicker-free (riduce lo sfarfallio della retroilluminazione) e Low Blue Light, insieme alle modalità EasyRead e SmartImage per adattare l'immagine a testo, film o gioco. La retroilluminazione è W-LED e la classe di efficienza energetica è F (consumo tipico ~25,8 W in SDR). L'OSD è multilingua, italiano incluso.
Sì, comprerei il Philips 27E1N5500LA se: voglio un 27" QHD tuttofare per lavoro, studio, navigazione e film; do valore al contrasto elevato del pannello VA e ai neri profondi; mi bastano 75 Hz per un gaming rilassato e single-player; apprezzo lo stand regolabile in altezza, gli altoparlanti integrati e le due HDMI.
No, cercherei altro se: gioco a titoli competitivi e mi servono 144 Hz o più (valuta un pannello dedicato); lavoro con colore critico o voglio HDR e un pannello a 10 bit; preferisco la resa cromatica e gli angoli di visione più uniformi di un IPS; mi serve la modalità ritratto (pivot), che qui non è dichiarata.
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Per un gaming rilassato sì, per il competitivo no. I 75 Hz con VESA Adaptive-Sync rendono il movimento un po' più fluido del 60 Hz e vanno benissimo per titoli single-player, giochi di ruolo, gestionali e uso quotidiano. Per shooter competitivi e titoli molto veloci, però, serve un pannello da 144 Hz o più: questo monitor non è pensato per quello scopo.
Il VA di questo monitor ha un contrasto molto alto (4000:1), quindi neri più profondi e immagini più incise: ottimo per film e scene scure. In cambio, rispetto a un IPS, un VA tende a mostrare un leggero effetto scia (smearing) sui movimenti scuri veloci e una resa dei colori un po' meno uniforme guardando lo schermo da angolazioni molto laterali. Se il tuo obiettivo è il colore uniforme e gli angoli di visione, un IPS è preferibile; se cerchi contrasto e neri, il VA vince.
La scheda tecnica indica il supporto a VESA Adaptive-Sync nel range 48–75 Hz, ma non riporta le certificazioni ufficiali AMD FreeSync o NVIDIA G-Sync Compatible. In pratica la sincronizzazione adattiva funziona con la maggior parte delle schede video recenti tramite lo standard VESA, ma conviene verificarne l'attivazione con la propria GPU nel pannello di controllo, dato che non è un supporto certificato.
No. La fonte non riporta alcuna certificazione HDR (la classe energetica HDR risulta non disponibile) e il pannello è a 8 bit con luminosità di 300 cd/m². È un monitor pensato per contenuti SDR: la resa è comunque buona grazie al contrasto elevato del VA, ma non aspettarti l'effetto HDR di pannelli dedicati con luminosità di picco superiore e dimming locale.
Sì. Dispone dell'attacco standard VESA 100 × 100 mm, compatibile con la maggior parte dei bracci da scrivania e dei supporti a parete. Lo stand incluso regola comunque altezza (fino a 13 cm), inclinazione e rotazione laterale, quindi il braccio serve solo se vuoi liberare la scrivania o cerchi posizioni particolari. Non è invece indicata la rotazione in verticale (modalità ritratto).
Sì, integra due altoparlanti per una potenza totale di 6 W ed è dotato di uscita audio. Sono pratici per il quotidiano — videochiamate, video, musica di sottofondo — e ti evitano casse esterne per l'uso base. Per gaming immersivo o ascolto di qualità restano comunque preferibili delle casse dedicate o delle cuffie.
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