Monitor gaming ultrawide LG 45GR65DC-B da 45 pollici curvo, pannello VA con risoluzione DQHD 5120 x 1440 in formato 32:9, refresh fino a 200 Hz, 1 ms di tempo di risposta, contrasto 3000:1, DisplayHDR 600 e copertura DCI-P3 al 95%. Pensato per chi vuole la larghezza di due monitor QHD affiancati in un solo pannello, tra gaming competitivo, sim racing e produttività su più finestre. Codice prodotto 45GR65DC-B.AEU, EAN 8806084254948.
Stiamo tracciando il prezzo di questo prodotto. Il prezzo per Monitor 45GR65DC UltraGear 45' Curved Gaming Monitor di LG è stabile rispetto al rilevamento precedente.
Il LG 45GR65DC-B mette 5120 x 1440 pixel su 45 pollici curvi in formato 32:9: la stessa superficie utile di due monitor QHD da 27" affiancati, ma senza la cornice in mezzo. Con 200 Hz, 1 ms e FreeSync Premium Pro sotto il cofano.
Con 5120 x 1440 pixel su una diagonale da 45" curvi, il 45GR65DC-B ti dà la stessa area di due monitor QHD da 27" affiancati, senza la cornice centrale che spezza l'immagine. Nei giochi che supportano nativamente il 32:9 il colpo d'occhio è notevole — sim racing, volo, strategici e sparatutto in prima persona guadagnano campo visivo periferico reale. In produttività ci stanno comodamente tre finestre affiancate. Il dot pitch di 0,2124 mm si traduce in circa 119 PPI: densità nella stessa fascia di un 27" QHD, quindi testo e interfacce restano nitidi senza bisogno di scalare.
Frequenza massima di 200 Hz: movimento fluido e input più reattivo negli sparatutto veloci.
Tempo di risposta dichiarato di 1 ms, per limitare scie e sfocature sugli oggetti in movimento.
Copertura del 95% dello spazio DCI-P3: colori saturi e credibili anche fuori dal gaming.
Il monitor supporta AMD FreeSync Premium Pro e VESA Adaptive Sync: il refresh si adatta al frame rate della scheda video, eliminando tearing e stuttering nell'intervallo supportato. Funziona anche con schede NVIDIA compatibili Adaptive Sync tramite DisplayPort. Completano il quadro la tecnologia flicker-free, il Black Stabilizer per schiarire le zone d'ombra e il contatore FPS a schermo.
Onesti: il 32:9 non è supportato nativamente da tutti i giochi — i titoli più vecchi o console possono mostrare bande nere laterali. Serve una scheda video adeguata: 5120 x 1440 sono circa il 78% dei pixel del 4K, e spingerli vicino ai 200 Hz richiede una GPU di fascia alta. Il pannello è VA: ottimo contrasto (3000:1), ma angoli di visione e uniformità restano un gradino sotto un buon IPS. La luminosità tipica dichiarata è di 400 cd/m², con certificazione DisplayHDR 600 riferita al picco: è un HDR concreto, non di livello mini-LED. Infine, è largo oltre 108 cm: misura la scrivania prima di ordinare.
Tutto quello che conta prima di comprare questo ultrawide 32:9. Lettura di circa 3 minuti.
Il LG 45GR65DC-B (codice 45GR65DC-B.AEU) è un monitor gaming curvo da 45 pollici con pannello VA, risoluzione DQHD 5120 x 1440 in formato 32:9, refresh fino a 200 Hz e tempo di risposta dichiarato di 1 ms. Certificazione DisplayHDR 600, copertura DCI-P3 al 95%, contrasto 3000:1 e supporto AMD FreeSync Premium Pro. Finitura nera, posizionamento dichiarato: gaming.
"Un 32:9 non è un monitor più grande: è un modo diverso di stare davanti allo schermo. O ti conquista in cinque minuti, o non fa per te."
Il rapporto d'aspetto nativo è 32:9, il doppio esatto di un normale 16:9. Tradotto: il pannello 5120 x 1440 equivale, come superficie utile, a due monitor QHD 2560 x 1440 affiancati — con il vantaggio di non avere la cornice centrale a interrompere l'immagine. La forma curva serve proprio qui: su una larghezza di oltre un metro, la curvatura riporta i bordi laterali a una distanza dall'occhio più simile a quella del centro, riducendo l'affaticamento. Il dot pitch è di 0,2124 x 0,2124 mm, pari a circa 119 PPI: una densità comparabile a quella di un 27" QHD, quindi il testo resta leggibile senza scalatura aggressiva. La superficie è antiriflesso, utile in stanze con luce laterale.
La tecnologia è VA, la scelta più comune sui grandi curvi: il vantaggio è il rapporto di contrasto 3000:1, circa tre volte quello di un IPS tipico, con neri profondi che si vedono davvero nelle scene scure e nei film. Il rovescio della medaglia, in trasparenza, è che i VA hanno angoli di visione meno stabili e una gestione dei transienti scuri più delicata rispetto a un buon IPS. Sul fronte colore i numeri sono solidi: 1,07 miliardi di colori e 95% dello spazio DCI-P3, un gamut ampio che tiene bene anche in fotoritocco amatoriale e montaggio video. La luminosità tipica è di 400 cd/m²: un valore normale per l'uso SDR in ambiente domestico.
Il refresh massimo è di 200 Hz e il tempo di risposta dichiarato è di 1 ms: numeri da monitor competitivo, non da semplice schermo panoramico. Il supporto AMD FreeSync Premium Pro e VESA Adaptive Sync aggancia il refresh al frame rate della GPU, eliminando tearing e stuttering nel range supportato; il "Pro" indica in più la gestione della sincronia adattiva anche con contenuti HDR. Chiariamo un punto pratico: portare 5120 x 1440 vicino ai 200 fps richiede una scheda video di fascia alta. Sono circa il 78% dei pixel di un 4K — molto più di un QHD standard. Con una GPU di fascia media otterrai comunque un'ottima esperienza, ma su frame rate più bassi. A supporto in gioco ci sono il Black Stabilizer (schiarisce le zone in ombra per individuare i nemici) e il contatore FPS a schermo, oltre alla tecnologia flicker-free.
Il monitor è certificato DisplayHDR 600 e supporta anche la modalità "HDR Effect". Va detto con chiarezza: DisplayHDR 600 è un livello intermedio, sensibilmente più utile del DisplayHDR 400 (che è HDR quasi solo di nome), ma lontano dal local dimming fine dei pannelli mini-LED o dal contrasto per-pixel degli OLED. Combinato con il contrasto nativo 3000:1 del VA e con il 95% DCI-P3, il risultato è un HDR che si vede nei giochi e nei film, senza aspettarsi highlight incandescenti. Da tenere presente anche sul fronte consumi: la classe di efficienza energetica è F in SDR e scende a G in HDR, con un consumo che passa da 37 kWh a 87 kWh ogni 1000 ore. Usare l'HDR in permanenza costa più del doppio in energia.
La dotazione comprende HDMI, 1 DisplayPort, 1 porta USB-C upstream e 1 USB-C downstream, più l'uscita audio jack per cuffie o casse. Per sfruttare i 200 Hz alla risoluzione nativa conviene usare il DisplayPort, tipicamente la connessione con più banda disponibile. Sul fronte ergonomia il supporto offre regolazione in altezza, inclinazione da -5° a 15° e rotazione laterale di ±15°; c'è l'attacco VESA 100 x 100 mm per braccio o staffa a muro, oltre a blocco cavo antifurto, OSD, Picture-in-Picture e Plug & Play. Numeri da considerare per la scrivania: con supporto misura 1084,6 x 327,6 x 558,8 mm per 8,8 kg; senza supporto scende a 162,5 mm di profondità e 6,21 kg. La base è inclusa. Non è presente alcuna webcam integrata.
Sì, comprerei il LG 45GR65DC-B se: voglio la larghezza di due monitor QHD in un unico pannello senza cornice centrale; gioco a simulatori di guida o volo, strategici e FPS che supportano il 32:9; ho una GPU di fascia alta in grado di alimentare 5120 x 1440 ad alto frame rate; mi servono 200 Hz e FreeSync Premium Pro con un contrasto profondo (3000:1) e un gamut ampio (95% DCI-P3); lavoro spesso con tre finestre affiancate e ho una scrivania larga almeno 110 cm.
No, cercherei altro se: gioco soprattutto a titoli che non supportano il 32:9 o su console, dove vedrei bande nere laterali; ho una scheda video di fascia media e voglio spingere sempre al massimo refresh; mi serve la massima uniformità cromatica e stabilità agli angoli per lavoro professionale sul colore (un IPS o un OLED è più indicato); cerco un HDR di riferimento con local dimming; ho una scrivania stretta o poco profonda; il mio budget energetico e lo spazio suggeriscono un più tradizionale 27" o 34" ultrawide.
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Le domande che riceviamo più spesso su questo prodotto. Se la tua non è qui, scrivici.
Sì: 200 Hz di refresh massimo, 1 ms di tempo di risposta dichiarato, FreeSync Premium Pro e Black Stabilizer sono specifiche da monitor competitivo. Due precisazioni oneste: alcuni giochi competitivi non supportano nativamente il 32:9 e possono mostrare bande laterali, e per avvicinarsi ai 200 fps a 5120 x 1440 serve una scheda video di fascia alta.
La DQHD (Dual QHD) è esattamente il doppio in orizzontale di una QHD: 5120 x 1440 contro 2560 x 1440, con la stessa altezza in pixel. In pratica equivale a due monitor QHD affiancati, senza la cornice centrale. Alcune schede tecniche riportano genericamente questa risoluzione come Quad HD: il termine corretto per 5120 x 1440 è DQHD, mentre Quad HD indica 2560 x 1440.
Dipende da quanto vuoi spingere. I 5120 x 1440 pixel sono circa il 78% di un 4K, quindi molto più impegnativi di un QHD standard. Con una GPU di fascia media si gioca bene a dettagli alti su frame rate medi; per avvicinarsi ai 200 Hz nei titoli pesanti serve una scheda di fascia alta. Le tecnologie di upscaling e generazione di frame aiutano parecchio a questa risoluzione.
Con il supporto incluso il monitor misura 1084,6 mm di larghezza, 327,6 mm di profondità e 558,8 mm di altezza, per un peso di 8,8 kg. Serve quindi una scrivania di almeno 110 cm di larghezza e circa 35 cm di profondità utile. Se lo spazio è poco puoi usare l'attacco VESA 100 x 100 mm con un braccio a monitor: senza supporto la profondità scende a 162,5 mm e il peso a 6,21 kg.
È un livello intermedio e concreto: molto più utile del DisplayHDR 400, che offre un effetto HDR appena percepibile, ma inferiore ai pannelli mini-LED con local dimming fine o agli OLED con controllo per-pixel. Unito al contrasto nativo VA di 3000:1 e al 95% di copertura DCI-P3, produce un HDR visibile e piacevole in giochi e film. Da sapere: in HDR la classe energetica passa da F a G e il consumo per 1000 ore sale da 37 a 87 kWh.
Sono presenti HDMI, una DisplayPort, una porta USB-C upstream, una USB-C downstream e un'uscita audio jack per cuffie o casse. Per la risoluzione nativa a refresh massimo conviene la DisplayPort, che di norma offre più banda. La USB-C upstream permette di collegare un notebook compatibile trasportando video e dati su un solo cavo. Il monitor supporta anche Picture-in-Picture per gestire due sorgenti insieme.
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