Monitor gaming AOC AGON PRO AG326UD da 80 cm (31,5"): pannello QD-OLED 3840 x 2160 (4K Ultra HD) a 165 Hz con 0,03 ms GTG, 99% DCI-P3 e DisplayHDR 400 True Black, doppia HDMI 2.1 e DisplayPort 1.4 con Adaptive Sync 48–165 Hz. Pensato per chi gioca su PC o console di ultima generazione e vuole nitidezza 4K, neri perfetti e colore da lavoro creativo sullo stesso schermo. Da sapere: la luminosità tipica dichiarata in SDR è 250 cd/m² e l'hub USB è 3.2 Gen 1 con upstream tipo B, senza USB-C. Codice prodotto AG326UD, EAN 4038986112468.
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L'AGON PRO AG326UD mette insieme le tre cose che di solito si escludono a vicenda: la nitidezza del 4K su 31,5", i neri assoluti e i 0,03 ms del QD-OLED, e un refresh da 165 Hz con Adaptive Sync. Sotto trovi cosa fa davvero e dove sono i limiti.
Il cuore è un pannello QD-OLED da 80 cm (31,5") con risoluzione 3840 x 2160 e densità di 139,87 ppi: a questa diagonale il 4K è il punto giusto, i pixel non si vedono e non sei costretto a scalare l'interfaccia per leggere. Essendo OLED, ogni pixel si spegne da solo: i neri sono neri veri, senza aloni attorno alle sorgenti luminose, e il produttore dichiara un rapporto di contrasto di 150.000:1 (80.000.000:1 in dinamico). Il tempo di risposta è di 0,03 ms GTG, un ordine di grandezza sotto qualunque LCD, e il refresh arriva a 165 Hz con Adaptive Sync e finestra FreeSync 48–165 Hz. La superficie è antiriflesso con durezza 2H, il design è senza cornice su tre lati.
Refresh fino a 165 Hz con sincronizzazione adattiva da 48 a 165 Hz: niente tearing, niente stuttering.
Tempo di risposta GTG da pannello OLED: il motion blur da transizione del pixel di fatto sparisce.
99% DCI-P3 e 97,5% Adobe RGB: gamut ampio, utile anche per foto e video, non solo per giocare.
Trovi 2 porte HDMI 2.1 (l'ideale per PlayStation 5 e Xbox Series X, che così sfruttano il 4K ad alto refresh), 1 DisplayPort 1.4 per il PC, un'uscita cuffie da 3,5 mm e un hub USB 3.2 Gen 1 con 1 upstream tipo B e 2 porte tipo A. Ci sono anche due altoparlanti integrati da 16 W RMS complessivi e il Picture-in-Picture. Onesti: non c'è alcuna porta USB-C, quindi niente collegamento e ricarica di un notebook con un cavo solo, e l'hub va attivato collegando il cavo USB tipo B in dotazione.
La luminosità tipica dichiarata è 250 cd/m²: è un valore riferito all'uso SDR a schermo pieno, normale per un OLED ma inferiore a quello di un buon LCD, quindi in una stanza molto illuminata dal sole diretto rende meno. La certificazione DisplayHDR 400 True Black premia i neri perfetti più che i picchi di luce: è HDR credibile sulle scene scure, non un HDR da 1000 nit. Infine, come ogni OLED, il pannello è soggetto al rischio di ritenzione d'immagine con elementi statici sempre a schermo: usa le protezioni integrate e nascondi barre e HUD fissi quando puoi.
Tutto quello che conta prima di comprare questo monitor gaming QD-OLED 4K. Una lettura di circa 3 minuti.
L'AOC AGON PRO AG326UD è un monitor gaming da 31,5" (80 cm) con pannello QD-OLED, risoluzione 3840 x 2160 (4K Ultra HD), refresh fino a 165 Hz e tempo di risposta di 0,03 ms GTG. È il tipo di schermo che punta a fare da monitor unico: abbastanza veloce per il gaming competitivo, abbastanza fedele nel colore per montare un video, abbastanza grande e definito per lavorarci tutto il giorno.
"Un OLED non si sceglie per i numeri di luminosità: si sceglie perché il nero è nero e il pixel cambia stato prima che tu te ne accorga."
La tecnologia QD-OLED unisce l'emissione per singolo pixel dell'OLED ai quantum dot per la generazione del colore: il risultato pratico è un nero senza retroilluminazione da spegnere e una saturazione che resta piena anche a bassa luminosità. Su 31,5" con 3840 x 2160 pixel la densità è di 139,87 ppi (dot pitch 0,1814 mm): un valore molto alto per un desktop, che ti permette di lavorare a scala 100% senza vedere la griglia dei pixel, oppure di scalare al 125–150% guadagnando testo perfettamente definito. Il formato è 16:9, lo schermo è piatto (niente curvatura) e antiriflesso, con angoli di visione di 178° sia in orizzontale sia in verticale — sugli OLED non è un dato di facciata, il colore non vira davvero quando ti sposti.
Il refresh massimo è di 165 Hz, con frequenza di scansione verticale 48–165 Hz e supporto VESA Adaptive Sync con intervallo AMD FreeSync 48–165 Hz: finché il frame rate resta in quella finestra, l'immagine è sincronizzata e non vedi tearing. Il tempo di risposta di 0,03 ms GTG è la cifra tipica dei pannelli OLED e cancella di fatto la scia da transizione del pixel, quindi in movimento la nitidezza è nettamente superiore a quella di un IPS da 1 ms. AOC aggiunge il basso input lag dichiarato e una serie di aiuti a schermo pensati per gli sparatutto: mirino Crosshair, contatore FPS e controllo delle ombre. Una nota tecnica utile: i 165 Hz in 4K li ottieni senza problemi via HDMI 2.1, mentre su DisplayPort 1.4 serve la compressione DSC — è supportata dalle schede video moderne, ma su GPU o cavi vecchi potresti dover scendere di frequenza.
La copertura è di 99% DCI-P3 e 97,5% Adobe RGB, con un volume sRGB dichiarato al 138% (è il volume del gamut, non una "copertura" superiore al 100%: significa semplicemente che il pannello va ben oltre lo spazio sRGB) e 1,073 miliardi di colori. Sono numeri da monitor per fotoritocco e color grading, non solo da gaming — con l'avvertenza che per lavori a colore critico serve comunque una calibrazione con sonda. Sul fronte HDR la certificazione è DisplayHDR 400 True Black: è lo standard dedicato ai pannelli emissivi, che pretende neri bassissimi più che picchi elevatissimi. Tradotto: nelle scene notturne e nei contrasti forti l'effetto è eccellente, ma non aspettarti l'abbagliante colpo di luce di un Mini-LED da 1000 nit. La luminosità tipica è di 250 cd/m² in SDR: perfetta in una stanza normale, meno adatta a una scrivania davanti a una finestra esposta al sole. Il rapporto di contrasto viene dichiarato in 150.000:1 statico e 80.000.000:1 dinamico; nella pratica, su un pannello a pixel autoemissivi il nero è spento e il contrasto percepito è ancora superiore a quello che il numero suggerisce.
Il pannello posteriore offre 2 ingressi HDMI 2.1, 1 DisplayPort 1.4 e un'uscita cuffie da 3,5 mm. La doppia HDMI 2.1 è la ragione per cui questo monitor funziona bene anche da schermo console: PlayStation 5 e Xbox Series X possono restare collegate entrambe e sfruttare il 4K ad alta frequenza, con il PC sulla DisplayPort. C'è un hub USB 3.2 Gen 1 (1 porta upstream tipo B verso il computer, 2 porte tipo A per periferiche) e due altoparlanti integrati per 16 W RMS complessivi, comodi per le notifiche o un video, ma da affiancare a cuffie o casse per giocare sul serio. È presente anche il Picture-in-Picture e un OSD in 19 lingue, italiano incluso. Da mettere in conto: nessuna porta USB-C e nessun KVM dichiarato, quindi il collegamento di un notebook via singolo cavo qui non c'è.
Il supporto è staccabile e regolabile su tutti gli assi utili: altezza fino a 15 cm, inclinazione da -5° a 25°, rotazione laterale da -15° a 15° e pivot per la posizione verticale. L'attacco VESA 100 x 100 mm permette il montaggio a braccio, e non manca lo slot di sicurezza Kensington. Con il supporto le misure sono 717,3 x 316,8 x 635,9 mm per 10,2 kg; senza supporto scendono a 717,3 x 106,5 x 420,8 mm per 7,4 kg — utile per verificare in anticipo la portata del braccio. L'alimentatore è interno (niente mattoncino sulla scrivania), il consumo dichiarato è di 123 W, con classe energetica G sia in SDR sia in HDR e 0,5 W in standby. In confezione trovi i cavi alimentazione, HDMI, DisplayPort e USB (HDMI e DisplayPort da 1,8 m). Ci sono flicker-free e Low Blue Light per l'affaticamento visivo, e la garanzia è di 3 anni.
Sì, comprerei l'AOC AGON PRO AG326UD se: voglio un solo monitor per giocare e lavorare, con la nitidezza del 4K su 31,5" e la reattività di un QD-OLED da 0,03 ms; ho una GPU o una console capace di spingere il 4K ad alto frame rate e voglio sfruttare le due HDMI 2.1; mi interessano i neri perfetti e un gamut ampio (99% DCI-P3) anche per foto e video; uso il monitor in una stanza con luce controllata.
No, cercherei altro se: lavoro tutto il giorno con elementi statici a schermo (barre, dashboard, IDE sempre uguali) e non voglio pensare alla ritenzione d'immagine tipica degli OLED; ho la scrivania davanti a una finestra molto luminosa e mi servono più dei 250 cd/m² tipici; cerco un HDR da picchi elevatissimi, dove un Mini-LED ha ancora la meglio sul DisplayHDR 400 True Black; mi serve una porta USB-C per collegare il notebook con un cavo unico; punto al competitivo puro a bassa risoluzione, dove un 1440p a 240 Hz o più costa meno e chiede molto meno alla scheda video.
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Sì, è esattamente il suo scopo: pannello QD-OLED da 31,5" con risoluzione 3840 x 2160, refresh fino a 165 Hz, tempo di risposta di 0,03 ms GTG e Adaptive Sync nell'intervallo 48-165 Hz. Il monitor però è solo metà dell'equazione: per avvicinarti ai 165 fps in 4K serve una scheda video di fascia alta, altrimenti conviene contare su upscaling e generazione di fotogrammi, oppure giocare a 1440p lasciando che sia il monitor a scalare.
Sì. Ci sono due ingressi HDMI 2.1, la versione che serve alle console di ultima generazione per gestire il 4K ad alta frequenza: puoi tenere collegate entrambe le console contemporaneamente e lasciare il PC sulla DisplayPort 1.4. Il monitor ha anche altoparlanti integrati e un'uscita cuffie da 3,5 mm, utile per il chat audio del controller.
DisplayHDR 400 True Black è la certificazione VESA pensata per i pannelli emissivi come OLED e QD-OLED: pretende livelli di nero bassissimi, cioè un contrasto reale, invece di premiare solo i picchi di luminosità. In pratica le scene scure e i contrasti forti rendono benissimo, mentre non troverai i colpi di luce estremi di un Mini-LED con certificazione più alta. Va letto come HDR di contrasto, non come HDR da picchi elevatissimi.
La luminosità tipica dichiarata di 250 cd/m² si riferisce all'uso SDR ed è un valore normale per un pannello OLED, più che sufficiente in una stanza con illuminazione controllata: il contrasto elevatissimo compensa e l'immagine resta incisiva anche a livelli non estremi. Se però la scrivania è davanti a una finestra con sole diretto, un LCD luminoso resta più leggibile. La superficie antiriflesso aiuta, ma non fa miracoli contro la luce diretta.
È il compromesso di ogni pannello OLED: elementi statici sempre nella stessa posizione (barre delle applicazioni, dashboard, HUD di gioco) possono lasciare una traccia nel lungo periodo. I monitor OLED integrano contromisure automatiche di manutenzione del pannello, e con un uso misto tra gioco, video e lavoro il rischio è basso. Se invece passi otto ore al giorno sulla stessa interfaccia immobile, attiva il nascondimento automatico delle barre, usa uno screensaver e valuta se un IPS non sia più adatto al tuo caso.
No: questo modello non ha porte USB-C, quindi niente video e ricarica su un cavo unico. Il notebook va collegato via HDMI 2.1 o DisplayPort 1.4 per il video, più un cavo USB tipo B separato se vuoi usare l'hub integrato (2 porte USB tipo A, standard 3.2 Gen 1) per tastiera, mouse o chiavette. L'alimentazione del portatile resta affidata al suo caricatore.
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